Il mercato rionale di viale Abruzzi

La rivalutazione della Lira tra la fine del 1926 ed i primi mesi del 1927 costrinse il governo ad attuare alcune misure atte a ridurre i prezzi per venire incontro alla deflazione salariale. All’interno di questo programma, il Comune di Milano, insieme ai vari attori del mercato alimentare, come l’Azienda consorziale dei consumi, innanzitutto fissò i nuovi prezzi di generi alimentari, ma, cosa più rilevante per noi, progettò un ampio programma di costruzione di mercati rionali per una spesa preventivata di ben due milioni di lire, duecentomila delle quali da spendersi nel 1927. L’amministrazione aveva già individuato negli anni precedenti le seguenti zone:

  • Rondò Loreto all’imbocco di viale Abruzzi;
  • Via Benedetto Marcello;
  • Ex dazio Garibaldi;
  • Incrocio tra via Garigliano e via Volturno;
  • Piazza Lega Lombarda;
  • Largo Procaccini;
  • Piazzale Piemonte;
  • Piazzale generale Cantore;
  • Piazzale XXIV maggio;
  • Largo all’imbocco di via Mantova.

Si trattava in genere di zone di proprietà già comunale, per evitare spese extra, dove di solito convergevano i contadini o mercanti per svolgere piccole vendite al dettaglio. I progetti prevedevano comunque la realizzazione di semplici tettoie con banchi per generi alimentari, eventualmente integrate con una piccola cella frigorifera: niente di più. Il posteggio era concesso al prezzo simbolico di una lira al mese in cambio di prezzi controllati appunto dal Comune.

Il primo mercato ad essere costruito, dichiaratamente di carattere sperimentale, fu effettivamente quello di viale Abruzzi, aperto verso le sette del mattino di mercoledì 17 agosto 1927. Nonostante il “successo” presso la popolazione, la struttura fu oggetto di critiche da parte degli utenti, esposti alle intemperie e così via, che furono corrette nei progetti seguenti. In pratica esso consisteva in una tettoia a protezione di un semplice pavimento lavabile, sotto il quale erano posizionati i banchi di vendita; non era prevista alcuna possibilità di conservare in loco le mercanzie, che dovevano essere ritirate al termine della mattinata – verso le ore 13, in modo da incoraggiare ulteriormente l’abbassamento dei prezzi.

Il mercato fu distrutto dalle incursioni aeree Alleate dell’agosto 1943 e ricostruito sommariamente già nella primavera del 1944.


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