La demolizione dell’Albergo “Bella Venezia”

Albergo Bella Venezia, O.F. serie 1, cartella 0045-0527

Da qualche giorno si lavora all’abbattimento di quel fabbricato di piazza San Fedele che ha le altre tre facciate su via Agnello, su via Magnani e su via Santa Radegonda. E’ un altro edificio della vecchia Milano che cede alle nuove esigenze cittadine. Ospitava fino a pochi mesi addietro, con una Banca e un paio di negozi, anche quell’albergo “Bella Venezia” che, come avemmo occasione di narrare tempo addietro, fu testimone, vecchio com’era di oltre un secolo, di tante vicende della storia milanese e nazionale1.

Con questa scarna descrizione si chiude una pagina della storia cittadina di un certo rilievo, giacché l’Hotel Belle Venise, come era anche precedentemente noto, aveva fra gli altri ospitato personaggi celebri come Federico Confalonieri2, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Vincenzo Gioberti3, Andrea Maffei4, Jules Massenet5, Giuseppe Mazzini6, Silvio Pellico reduce dallo Spielberg7 e naturalmente Stendhal. La sua composta architettura neoclassica fu sacrificata per mere esigenze di traffico ed il vuoto che fu lasciato al suo posto fino ed oltre la guerra venne semplicemente utilizzato come parcheggio per automobili, dopo aver lasciato per anni una voragine: “Sono cominciati in questi giorni in piazza San Fedele, sul terreno ove si ergeva lo storico albergo della Bella Venezia i lavori di colmatura della voragine aperta con la demolizione dell’albergo stesso. Compiuto il livellamento saranno abbattute le palizzate, e la piazza avrà così raddoppiate le sue dimensioni a disposizione della sosta delle automobili”8. Pare curiosa la fretta di demolire un antico ed onorato palazzo per lasciare poi per così tanto tempo il nulla, ma tant’è; con ogni probabilità era importante dare sempre l’impressione di “fare” qualcosa.

Qualche nota di rimpianto in più si avverte nell’articolo La demolizione dell’Albergo “Bella Venezia” il cui occhiello era significativamente “Un nido di ricordi che scompare”:

“Fra il rombo dei muri crollanti sotto i colpi tormentosi dei picconi, fra nembi di polvere e grida di manovalanze, il vecchio albergo della Bella Venezia, noto per oltre un secolo a italiani di altre regioni e a stranieri d’ogni Paese, se n’è andato a pezzi, trasportato su rombanti autocarri nei prati e negli avvallamenti della periferia. Dove sorgeva, ancora l’inverno scorso, l’accogliente dimora, è ora uno spiazzo vuoto e calcinoso (…). Con la scomparsa della Bella Venezia – resa improrogabile dalle ineluttabili necessità del rinnovamento cittadino – è veramente uno dei più caratteristici ambienti della vecchia Milano che se ne va (…)” 9.

Il progetto iniziale prevedeva la sua sostituzione con “uno di quei mastodontici edifici che sono una prerogativa della moderna edilizia” come confermarono più tardi anche Paolo Mezzanotte e Gianni Bascapè10. Notevole è infine la chiusa finale dell’anonimo “Alfa” (forse si tratta di quell’Alex del Corriere che aveva preso il posto dell’ottimo Otto Cima? Alessandro Visconti?) nel citato articolo della Rivista del Comune, il quale, in una certa misura, ben si adatta alle motivazioni che mi hanno portato a questo scritto:

“Poco alla volta, uno dopo l’altro, i luoghi che videro passare le vicende della nostra storia scompariscono, seguendo la sorte, se pur con molto ritardo, degli uomini che di quella storia furono gli attori. Ed è per questo che si può indulgere al nostalgico rimpianto di molti, che con tali scomparse vedono per sempre definitivamente tagliati i ponti fra il presente e le memorie del passato”.


1 “Demolizioni in piazza San Fedele”, Corriere della Sera, 26 luglio 1930, p. 7.

2 Così è ricordato ne “La demolizione dell’albergo “Bella Venezia”” ne la “Rivista mensile del Comune di Milano”, settembre 1930, p. 365.

3 “E le accoglienze trionfali a Vincenzo Gioberti reduce dall’esilio di Bruxelles non avvennero alla “Bella Venezia”? Fu il 7 maggio , come notò un cronista dell’epoca che, evidentemente portato alle stelle dall’entusiasmo scriveva: “Gioberti reduce, il grande, l’incomparabile, il profeta (sic) dell’era novella (..). Quando Gioberti apparve al balcone della “Bella Venezia” fu un tumulto da non potersi dire” (Alfa, “La demolizione dell’albergo “Bella Venezia”” ne la “Rivista mensile del Comune di Milano”, settembre 1930, p. 365.).

4 Vedasi sempre Alfa,“La demolizione dell’albergo “Bella Venezia”” ne la “Rivista mensile del Comune di Milano”, settembre 1930, p. 365.

5 Jules Massenet, “Mes souvenirs”, Collection XIX, 2016, “Un soir que je rentrais à l’hótel de la Bella Venezia, piazza San Fedele, à Milan (où j’aurais encore aujourd’hui plaisir à descendre), Giulio Ricordi, mon voisin -car ses grands établissements d’édition étaient, à cette époque, installés dans un superbe et vieil hàtel de la via degli Omenoni, à cóté de l’église San Fedele — Giulio Ricordi vint m’y voir et me présenter une personne de haute distinction, poète très inspiré, qui me lut un scénario en quatre actes du plus puissant intérét, sur l’histoire d’Hérodiade ; ce lettré remarquable était Zanardini, descendant d’une des plus grandes familles vénitiennes”.

6 Così scrisse a sua madre Mazzini il 7 aprile: “Vi sorprenderà il ricevere lettere mie da qui, tant’è. Sono a Milano. È la prima sera; sono giunto due ore fa, e siccome so che domani non potrò respirare, scrivo due linee prima d’andare a letto. Ho viaggiato notte e giorno, da Parigi a Mulhouse, a Bale, a Lucerna, al Ticino. Ho passato il San Gottardo, in mezzo alle nevi, e nella scesa, sulla slitta, anche con un certo pericolo. Mi sono fermato alcune ore a Lugano per vedere alcuni amici; e son venuto a Milano. Alla prima frontiera, a Chiasso, ho trovato i doganieri amici miei, citandomi passaggi de’ miei scritti. A Como fermandosi per un quarto d’ora la vettura, e il conduttore avendo detto a qualcheduno che v’era io, mi sono veduto circondato da popolo, giovanotti, preti che volevano ch’io mi trattenessi a Como la sera. In Milano, mentre andava all’Hotel (della Bella Venezia, in piazza San Fedele), sentii uno che per la strada gridava: evviva, al mio nome. Non ho ancora veduto anima viva, perché giunto alle nove di sera e sentendomi stanco, ho evitato. Domani vedrò e giudicherò dello stato delle cose. Mi trovo dunque sullo stesso terreno di S.M.. I nostri Genovesi sono tutti fuori di Milano. Dalla condizione delle cose giudicherò cosa io mi debba fare; e ve ne dirò. Intanto, vivete tranquilli sul conto mio. Scrivetemi; indirizzando le vostre all’indirizzo che porrò qui a piedi di lettera. Sono abbastanza vicino; e se mai le cose andassero per le lunghe, io chiederò da qui permesso, con ogni parola d’onore possibile, di vedervi per due settimane. Ma di questo riparleremo. Oggi non posso che darvi mie nuove. Quanto all’Austria, tutto andrà bene; il suo regno è finito. Quanto all’altre questioni, rimangono imbrogliatissime; ma a Dio piacendo, si sbroglieranno” (vedasi Bruno Gatti, “Mazzini una vita per un sogno”, Guida Editori, 2002, p. 207). Mazzini occupò la stanza numero 7 (ma nel settembre 1848?) come ricorda Alfa in “La demolizione dell’albergo “Bella Venezia”” ne la “Rivista mensile del Comune di Milano”, settembre 1930, p. 365.

7 Guido Bezzola, “La Milano di Stendhal: luoghi personaggi libri e documenti di Henri Beyle milanese”, Milano, 1980.

8 “Piazza San Fedele si estende”, Corriere della Sera, 24 gennaio 1935, p. 7.

9 “Rivista Mensile del Comune di Milano” del settembre 1930, p. 364

10 “Toccava a questo secolo scomporre quel quadro d’armonia e memorie. L’albergo Bella Venezia fu abbattuto per far posto alla sede di una Banca, che voleva un progetto di architettura intonata all’ambiente; ma quando l’istituto andò ad alloggiarsi altrove, subentrò un gruppo di finanzieri che pretese in luogo il solito edificio di molti piani. Alla dissoluzione del complesso monumentale si aggiunsero i danni di guerra: andoò distrutto il teatro Manzoni, devastato San Fedele e sconciata la sua fronte.” P. Mezzanotte, G. Bascapè, Milano nell’arte e nella storia, p. 174.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...