Casa Carena

“La prima villa – sorta quando ancora vi era intorno deserto e solitudine, quando ancora il costruire in quelle località era reputato cosa pazza da quei buoni ambrosiani che non avrebbero mai voluto staccarsi dalla Madonnina del Domm – è quella del conte Carena costruita dall’Ing Salici. È molto semplice come decorazione esterna, regolare come pianta. Un tipo di costruzione molto pratico senza le eccessive pretese di voler trovare qualche cosa di originale o di eminentemente artistico, ma pure equilibrato nella massa d assieme. I dettagli invece hanno a nostro avviso un carattere troppo conforme a quello di certe pubblicazioni tedesche che pur troppo corrono per le mani di molti ingegneri e di molti architetti (…).

Tornando al villino Carena, prendiamo occasione per un’altra osservazione di carattere generale che riguarda le costruzioni di servizio. In questo, come in quasi tutti gli villini che occupano un area poco estesa, non ci piace assolutamente la disposizione di piccole costruzioni isolate e disseminate qua e là ad uso di porteria o di scuderia. Esse finiscono a falsare le giuste proporzioni della costruzione principale e sono assolutamente troppo ingombranti in un piccolo giardinetto di pochi metri quadrati”.

Non sfugga la pubblicazione di un articolo intorno ai villini di via Venti Settembre proprio il giorno 20 settembre 1894 – quando ancora il “villino” – che a me pare più una vera e propria casa – non era ancora tecnicamente abitabile: la licenza di abitabilità infatti sarebbe stata attiva a partire dal 29 settembre, tradizionale data milanese dedicata ai traslochi; poi – è vero – la critica severa di “Individuus”  è decisamente condivisibile: perché non concentrare tutte le funzioni di una casa o villa in un solo fabbricato?

Il 25 aprile 1893 fu presentata, a nome del conte Camillo Carena Castiglioni, la richiesta di costruzione di una casa in via Venti Settembre, progetto dell’ing. Luigi Salici, capomastro Michele Galli. Già due giorni dopo, il 27, il progetto risulta approvato dalla Commissione igienico-edilizia mentre il 29 aprile seguente, nel “deserto e solitudine” appena al di là del Castello, ebbe luogo la consegna dei punti fissi tra l’ing. Salici e l’ing. comunale: tempi rapidissimi anche per gli standard dell’epoca – a meno di sospettare un certo “riguardo” verso l’esponente dell’antica nobiltà.

Nella domanda il progetto è così descritto:

“Corpo di fabbricato centrale con sotterraneo in parte ad uso cucina, in parte ad uso cantina, e deposito di combustibile, e con tre piani ad uso di abitazione.

Corpo di fabbricato composto di sotterraneo, piano terreno per portineria, e primo piano per abitazione del portinajo.

Corpo di fabbrica con scuderia e superiore fienile, rimessa e superiori camere per le persone di servizio.

Parapetto con cancellata per chiudimento della proprietà”.

Descrizione piuttosto secca, che non descrive la distribuzione dei locali né l’apparato decorativo, del resto molto parco. Questo suo carattere chiuso e schivo mise Casa Carena in secondo piano rispetto alle più vivaci ed esuberanti costruzioni che saranno costruite nella via di lì a poco, stilisticamente più eclettiche ed oggetto di studi ed articoli da parte delle varie riviste specializzate del tempo. Tale caratteristica entra un poco in conflitto con la sua posizione esposta, all’incrocio tra via Monti e via XX Settembre; se fosse stata altrove chissà…

In ogni caso i lavori dovettero procedere piuttosto celermente dato che il 5 settembre 1893 fu eseguita la Prima visita al rustico, definitiva. La Seconda visita al civile ebbe luogo invece il 26 febbraio dell’anno seguente, anche se il 2 aprile fu eseguita la Seconda visita suppletiva.

Ad ogn buon conto il 29 giugno 1894 l’ing. Luigi Salici inviò una comunicazione alla Giunta comunale alcune modifiche delle facciate interne ed esterne ancora senza esame da parte della Commissione igienico edilizia, che comunque approvò la variante il 12 luglio successivo. Il confronto tra i prospetti verso il piccolo giardino, dove si erano concentrati la maggior parte delle modifiche, evidenzia un intervento generale di riordino dei vari elementi costituivi la facciata. che nel complesso perde un poco della grevità originaria, sia pure nel quadro di un rigore comunque mantenuto.

Casa Carena fu demolita per la realizzazione di Casa Geronazzo, opera realizzata intorno al 1962 dall’arch. Luigi Caccia Dominioni.

(Casa Carena, Via Vincenzo Monti 35 e via XX Settembre 4 – α 1893/1894 – ✝︎ 1960 circa)



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