Il Circo Equestre ed il Cinema Eldorado

“Un nuovo teatro – il teatro circo “Eldorado” – sarà aperto al pubblico a giorni nel rione di P. Garibaldi e precisamente all’angolo che le vie Statuto e Moscova fanno col corso Garibaldi. Il teatro, di cui è proprietaria una società anonima, gerente della quale è l’ing. Facchinetti, che già fu direttore del teatro Verdi[1], è modesto, ma molto probabilmente non mancherà di avere una certa affluenza di popolino e per il rione in cui sorge e per la qualità degli spettacoli che vi verranno dati. Intenzione della società proprietaria è infatti quella di presentare al nostro pubblico dei circhi equestri ben sapendo come al pubblico dei teatri popolari sieno graditi tali spettacoli. Il teatro che manca di palco scenico e che quindi appare costruito esclusivamente per spettacoli da circo, è di dimensioni e di architettura modeste; nessuna pretesa artistica si ebbe infatti nel costruirlo: esso si compone di una sala non molto ampia nella quale potranno prendere posto poco più di un migliaio di persone ed alla quale si potrà accedere da tre parti: dal corso Garibaldi, da via Moscova e dalla via Statuto.

Il fabbricato è costrutto in muratura, sostenuta da un’armatura in legno; pure in legno è il soffitto e la gradinata pel pubblico. Dietro il teatro, e precisamente sotto la gradinata, hanno posto dieci boxes che durante gli spettacoli saranno occupate dai cavalli i quali, per legge, non possono avere la scuderia nel teatro stesso, e dieci camerini per gli artisti. Camerini e boxes hanno uscite a parte le quali permettono al personale di sgombrare sollecitamente e senza confusione in caso di incendio.

Il teatro Eldorado verrà aperto al pubblico il giorno 27 corrente col circo equestre Manetti”[2].

In realtà il circo Eldorado fu inaugurato il 30 settembre, alle ore 14.30, con un consistente successo di pubblico come previsto[3].

Le sue vicende ebbero inizio il 20 gennaio 1905 quando Riccardo Facchinetti, in qualità di locatario, progettista ed esecutore delle opere stesse, presentò una istanza per opere edilizie per un fabbricato ad uso circo equestre all’angolo delle vie Statuto e Moscova, in un terreno in realtà di proprietà comunale, che descrive con le seguenti parole:

“Fabbricato ad uso Circo equestre in Milano a costruirsi sull’angolo delle vie Statuto e Moscova su terreno di proprietà municipale per conto dell’affittuario Signor Riccardo Facchinetti abitante in Milano in Via Borgonuovo N. 2.

Direttore ed esecutore delle opere sarà il predetto Facchinetti Riccardo Ing.

Fabbricato ad uso Circo equestre a costruirsi sopra terreno del municipio di Milano. L’affitto del terreno venne stabilito per cinque anni a partire dal 1° Gennaio 1905 e potrà essere risolto da parte del Municipio dopo tre anni, malgrado ciò la costruzione sarà eseguita secondo gli impegni già presi col Comune e secondo le norme dei Regolamenti edilizio e d’igiene e del Regolamento prefettizio sulla vigilanza dei teatri. Le opere a farsi riguardano la parte muraria di chiusura del terreno e dei locali atrio, ingressi, caffè e locali servizio e quella carpenteria pel tetto centrale di forma ottagonale, dei tetti perimetrali, dell’anfiteatro a gradinate e lavori diversi come appare dai disegni

Data la speciale destinazione dell’edificio in modo che può essere compiuto ed aperto al pubblico nello spazio di due o tre mesi si prega di voler regolare le visite tecniche in modo che la cosiddetta licenza di uso o di abitabilità coincida con l’apertura al pubblico di tale fabbricato come venne finora comunemente praticato con altri locali costruiti a tetro.

Si fa inoltre speciale domanda, perché la tassa daziaria, trattandosi di fabbricato provvisorio e di durata breve, forse di soli tre anni, secondo la facoltà riservatasi dal Municipio, sia ridotta e limitata al primo versamento del 30 p% come saldo dell’intera tassa daziaria stessa.

            Colla massima stima e considerazione

                       Dev.o Facchinetti Riccardo Ing.”.

Una costruzione apertamente e dichiaratamente provvisoria pertanto, da realizzarsi con strutture lignee e probabilmente con poche o nessuna parete intonacata se, in deroga al Regolamento edilizio, si chiedeva espressamente di abbreviare i tempi previsti tra una visita e l’altra, normalmente dovuti alla realizzazione ed alla asciugatura delle partizioni intonacate. I disegni della prima versione, del 20 gennaio 1905, mostrano un fabbricato dalla forma di un trapezio irregolare, quasi un triangolo, alto un solo piano ad eccetto del volume ottagonale centrale. Si trattava di una struttura che richiamava più o meno esplicitamente quelle in corso di realizzazione per l’Esposizione Universale proprio in quei mesi: fabbricati in legno, con rivestimenti in stucchi in modo da renderli appariscenti e fungere da richiamo come nei Luna Park. Il disegno – in assenza di fotografie per ora – mostra tuttavia un fabbricato tutt’altro che sgradevole alla vista anche se forse non bello in senso artistico, con la lunga teoria di finestre ad arco incorniciate per tutto lo sviluppo del perimetro.

La Commissione igienico-edilizia esaminò il progetto nella seduta del 22 marzo 1905 e concluse che la destinazione a circo equestre lo equiparava ai teatri veri e propri e che pertanto fosse necessario il giudizio da parte della Commissione di vigilanza – contrariamente a quanto sperava il Facchinetti. Tra l’altro qualche difficoltà sorse già con la prima visita al rustico delle strutture

La seconda versione, datata 12 luglio sempre del 1905, riguarda  invece la possibilità di convertire il circo in un “teatro-salone” per proiezioni cinematografiche: il volume ottagonale originario sarebbe stato sostituito da uno di forma quasi rettangolare in modo da ottenere un palcoscenico. Esternamente però si riscontra un impoverimento generale, con una struttura a vista con modeste decorazioni reiterate; pare evidente la volontà di sfruttare l’onda dell’Esposizione Universale – del resto il parco era ed è a poca distanza – sia pure per un tempo limitato.

Tuttavia il destino volle altrimenti: il 19 luglio seguente fu notificato al Facchinetti la “reiezione disegni di fabbrica” in quanto la Commissione igienico-edilizia “non ha creduto di esaminare il progetto, rilevando come su di esso si sia già espressa negativamente l’on. Comm. per le licenze dei teatri”. Tutto finito dunque?

No.

Perché il pratico Facchinetti subito dopo aver ricevuto la notifica dichiarò alla Giunta Municipale di rinunciare al progetto del 12 luglio e di tornare a quello originario a circo equestre, già approvato dalla Commissione Edilizia e da quella di Vigilanza sui Teatri, con la sola “rispettosa istanza, perché sia approvata la modificazione di forma del tetto, cioè da guisa rettangolare invece di ottagonale e del muro perimetrale fronteggiante le vie Moscova, Statuto e Garibaldi per quanto appare dal secondo progetto presentato” – tetto che, con ogni probabilità, doveva già essere stato eseguito…

In data 7 settembre 1905 – a lavori presumibilmente molto avanzati, risolti i problemi con il vicino ed ottenuto il parere positivo della Commissione di vigilanza sui teatri – fu rilasciata finalmente la Concessione edilizia n. 3637: per questo motivo l’ing. Facchinetti, il 23 settembre 1905 – pochi giorni dopo l’articolo pubblicato sul Corriere – si affrettò a richiedere al comune la visita di abitabilità.

La costruzione pertanto al di là delle difficoltà burocratiche dovette proseguire senza interruzioni se la Seconda visita definitiva al civile fu eseguita il 18 ottobre 1905, pertanto successivamente alla inaugurazione del circo stesso! Bei tempi!

La visita di abitabilità fu eseguita molto più tardi e molto dopo l’inaugurazione, il 9 febbraio 1907 – cosa che evidentemente non impedì l’utilizzo della struttura come circo equestre. Nella descrizione del documento si descrivono le varie destinazioni d’uso dei locali e si riporta espressamente un “palcoscenico” – particolare degno di nota in quanto successivamente l’Eldorado  divenne un cinematografo; fino 31 dicembre 1907 esso risulta ancora un circo equestre, ma alla data del 7 febbraio 1909 esso risulta finalmente adibito a Cinematografo.

La sua esistenza probabilmente si concluse col termine dell’affitto; l’8 maggio 1920 un altro teatro, ma solamente estivo, riaprì con lo stesso nome di Eldorado, ma in piazza Missori angolo corso Italia.


ADDENDUM 26.11.10

Nel marzo 1915 si ha notizia della demolizione di un “Capannone per uso Cinematografo tra la via Statuto e via Moscova, di proprietà rag. Carlo Bonomi”.


(Circo equestre e Cinema Eldorado, via Moscova ang. via Statuto, α 1905 – ✝ 1910 circa)


[1]Nel fascicolo conservato presso l’Archivio Ornato Fabbriche c’è una breve comunicazione del Comm. Edoardo Banfi del 28.09.1905 nel quale si ricorda “il povero Ing. Facchinetti” padre di sette figli e “il suo fallimento e la perdita d’ogni suo avere al Verdi” che “aspetta di aprire il suo nuovo teatrino Corso Garibaldi” in quanto “aspetta l’approvazione Municipale”. Una “spinta” che forse ebbe qualche conseguenza

[2]“Un nuovo teatro” nel Corriere della Sera del 19 settembre 1905

[3]Corriere della Sea del 30 settembre 1905.

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