Il Cinema di viale di Porta Vittoria 36

Il 25 febbraio 1908 il sig. Giovanni Battista Melandrone, proprietario dell’area di viale di corso di Porta Vittoria 36, attuale viale Premuda, presentò istanza di opere edilizie relativamente per la costruzione di un fabbricato ad uso cinematografo, direttore delle opere arch. Cesare Mazzocchi ed esecutore geom. Gustavo Villani.

Mi piace immaginare una sorta di sceneggiatura cinematografica, nella quale intraprendenti impresari meneghini, con il caratteristico dialetto ormai scomparso, intendono tirare su in quattro e quattr’otto, alla bell’è meglio, un capannone per organizzare quegli spettacoli che tanto successo riscuotono qua e là nella “città che sale”. Gli elementi necessari in fondo non erano particolarmente complessi: un salone più o meno esteso dove collocare gli spettatori; un ingresso con servizi ed una cabina per le proiezioni. Le pellicole di seconda o terza visione erano relativamente semplici da recuperare e la cosa era fatta.

L’assenza della regolarità dei cortili circostanti comunque costrinse ad integrare il progetto, che fu ripresentato il 3 aprile successivo; il progetto intendeva occupare gran parte del cortile della casa ad uso civile abitazione di quello che oggi è viale Premuda 36 con la costruzione di un capannone rettangolare che sarebbe stato utilizzato come sala per gli spettatori. L’ingresso sarebbe invece avvenuto attraverso una delle ex botteghe – quella di sinistra, secondo le piante – i cui locali sarebbero stati destinati a biglietteria e sala d’aspetto; le latrine invece confinate nel cortile, in fondo.

Il bei disegni dell’arch. Mazzocchi mostrano anche una sezione trasversale dal quale si evidenzia come il salone fosse anche piuttosto alto, con copertura a capriate e grandi aperture finestrate che, al piano terreno, servivano anche come uscite di emergenza verso il cortiletto. Il progetto fu esaminato dalla Commissione igienico-edilizia il 22 aprile 1908, senza particolari osservazioni.

La Terza visita, quella necessaria per l’abitabilità, fu eseguita il 7 ottobre 1908 e poco dopo, probabilmente, il cinematografo senza nome iniziò le proiezioni. Scrivo senza nome in quanto in nessun documento conservato nello scarno fascicolo è riportato; secondariamente, e non è cosa di poco conto, non risulta nemmeno nel corposo elenco del noto sito di Giuseppe Rausa. Le mie ricerche, allo stato attuale, non hanno dato altre informazioni intorno a questo cinematografo; la Guida Savallo del 1925-26 non riporta alcuna struttura a quell’indirizzo, segno che, con ogni probabilità, in quegli anni era già stato oggetto di cambio di destinazione d’uso; quella del 1939-40 invece evidenzia la presenza di una autorimessa – struttura tutt’ora esistente fra l’altro – probabilmente al posto della sala cinematografica.

Attualmente l’ingresso all’autorimessa coincide tra l’altro con l’uscita di emergenza del vecchio cinema; è possibile che parte delle strutture della stessa coincidano con quelle originarie, ma sostanzialmente il fabbricato è piuttosto diverso.

La ricerca, pertanto, continua…



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