La posa della prima pietra del Corpus Domini di Milano

 “Il 2 novembre, l’Arcivescovo benedirà solennemente la prima pietra della chiesa monumentale del Corpus Domini, la cui costruzioni fu resa possibile dal Padre Beccaro dei Carmelitani.

Autore del disegno della nuova chiesa è il conte Marchetti di Montestrutto, al quale venne pure affidato il disegno dell’urna di Sant’Ambrogio.

I maggiori sottoscrittori della chiesa del Corpus Domini avranno diritto a certi vasetti di cristallo, che verranno posti coi loro nomi sotto il Pilone dell’Altar maggiore”.

(“La prima pietra della chiesa del Corpus Domini” nel Corriere della Sera del 13-14 ottobre 1897)

“Il padre Beccaro, provinciale dei Carmelitani scalzi, promosse, tempo fa, la costruzione della chiesa provvisoria di legno del Corpus Domini, a porta Sempione. Ora, a fianco di questa chiesa egli ha ideato di farne sorgere un’altra, grandiosa e monumentale; e le pratiche sono già a buon punto.

L’area, di 2660 m.q. è già stata regolarmente ceduta, a mezzo di un compromesso, dalla Fondiaria di Milano. Il padre Beccaro si adopera ora a raccogliere dai fedeli oblazioni per poter raggranellare la somma necessaria all’estinzione totale del debito.

La nuova chiesa è dedicata a Gesù in Sacramento non solo, ma anche ai defunti, pei quali servirà di luogo di suffragio: d’onde la data del 2 novembre scelta per la cerimonia della prima pietra.

Tale cerimonia ebbe luogo ieri alle 15.30, nel recinto dell’area suddetta, entro il quale erano stati eretti palchi ornati di piante e fiori per gli invitati. Facevano servizio agli ingressi alcuni vigili urbani ed agenti di P.S. Un posto di pompieri era stato provvidamente collocato – visto l’agglomerato di tante persone presso una grande chiesa di legno – nel recinto stesso.

L’arcivescovo Ferrari, che doveva celebrare la funzione della posa della prima pietra, arrivò poco prima delle 16, vestito degli abiti pontificali, e sottoscrisse la pergamena commemorativa elegantemente miniata, la quale, insieme a quattro medaglioni d’argento recanti l’effigie del Papa, di Re Umberto, di S. Ambrogio e dell’attuale arcivescovo, venne poi chiusa ermeticamente in un astuccio di piombo che venne calato e murato presso la prima pietra.

Quindi, fra le preci di rito dei sacerdoti che lo attorniavano, il cardinale prese la magnifica cazzuola cesellata, in bronzo dorato, rimescolò la calcina che gli avevano portata dinanzi, e cementò la grossa pietra.

Questa pietra a forma di cubo, pesa circa 30 quintali. E’ di granito di Saltrio, e porta scolpite sui lati le seguenti iscrizioni:

II Novembre MDCCCXCVII del pontificato – di Leone P.P. XIII. A. XX – e di S. E. il Cardinale Andrea Carlo Ferrari anno III.

A Gesù in Sacramento – Tributo dei Carmelitani scalzi – E di tutti i devoti della SS. Eucarestia.

Del Generalato di M.P. Bernardino di S. Teresa – Carmelitano scalzo A. III.

O Gesù in Sacramento – Abbiate pietà di noi – E dei nostri cari defunti.

Terminata la posa della prima pietra, l’arcivescovo col suo seguito, fece il giro delle fondamenta benedicendole, e salì quindi sul palco apposito, ove pronunciò uno dei suoi soliti discorsi, deplorando tra l’altro la scarsezza delle chiese nei nuovi quartieri di Milano e rimarcando l’importanza della funzione che stava per finire.

Seguirono alcuni canti e e la cerimonia terminò verso le 17.30.

Fu notato che non era presente alcuna rappresentanza nè del prefetto nè del sindaco”.

(“La prima pietra del nuovo tempio monumentale del Corpus Domini” nel Corriere della Sera del 3 novembre 1897) 


Di questa cerimonia abbiamo per fortuna una fotografia! Altre due riguardano apparentemente cerimonie successive.

Ma, come per altre occasioni, meglio conservare gelosamente questa fotografia in un archivio, impediamo di diffonderla, mettiamo in atto ciò che raccomandava Sofocle! Per questo motivo I Sapienti rilasciano unicamente copie francobolliche di eventi notevoli come questo, affinché noi umilmente si possa rimanere nel rigagnolo – ma contemplando le stelle, naturalmente!

Sarà stato l’abito pontificale o chissà cosa altro – fatto sta che la dicitura dell’ente conservatore è la seguente:

“Papa Leone XIII alla Cerimonia della posa della prima pietra per la costruzione della Chiesa del Corpus Domini” 

Le cronache tuttavia riportano la presenza, come abbiamo visto, dell’Arcivescovo Ferrari e non del Papa. Del resto l’altissima qualità delle immagini permette di distinguere chiaramente le fattezze dei personaggi…

Le fotografie fanno parte del fondo Beccarini del Gabinetto Fotografico Nazionale, e sono state scattate pertanto il 2 novembre 1897.

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