I gabinetti sotterranei di piazza Duomo (1932)

Scale di accesso ai gabinetti sotterranei di piazza Duomo – D 1150 – Civico Archivio Fotografico – Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco – Piazza Castello – Milano (MI)

Le cronache riportano che nel febbraio del 1932 una delle urgenze più, come dire, impellenti, era quella di dotare piazza del Duomo e dintorni di servizi igienici. Naturalmente non era pensabile di collocare dei vespasiani – anche perché l’intenzione delle autorità municipali era di fornire un servizio anche per la metà femminile della popolazione. Per questa ragione il progetto prevedeva la realizzazione di gabinetti sotterranei, mediante scale separate per l’utenza maschile e per quella femminile, ed una serie di apparecchi “modernissimi”. Il servizio era inteso a pagamento, con una parte totalmente gratuita. 

La grande nevicata caduta tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio ritardò i lavori per realizzare il progetto dei gabinetti. Questo ritardo permise a taluni – per inciso le autorità arcivescovili – di sollevare alcune obiezioni intorno all’opportunità di collocarli in piazza Camposanto, suggerendo ad un tempo di costruirli nell’aiuola rettangolare lasciata a verde tra il monumento al re e palazzo Carminati, dove già erano alcuni, ma insufficienti, servizi igienici. 

Pertanto il 1° aprile 1932 il podestà decide di sposare quest’ultima collocazione. Rispetto ai vecchi sotterranei si scelse di evitare la realizzazioni di “chioschi” di ingresso come per quelli non più esistenti – chioschi che nel 1901 avevano anche lo scopo di fornire un riparo ai tranvieri del Carosello – ma di costruire solamente due scale di accesso verso il piano interrato, una per la popolazione femminile e l’altra per quella maschile. Il progetto prevedeva non solo la realizzazione di gabinetti, ma anche di servizi accessori come lustrascarpe, deposito di pacchi ed ombrelli, vendita di oggetti di toeletta e così via.

Incidentalmente, si propose anche di realizzare un insieme di passaggi sotterranei in modo da collegare via Orefici e via Dante con Piazza Duomo; progetto che, come è noto, fu infine messo a punto solamente nel 1949. 

Le opere appaltati nel mese di febbraio 1932 – pertanto nella prima sede in piazza Camposanto – furono appaltati alla ditta Ing. E. Carini per 180.000 lire, pari a circa 380 mila euro odierni. I lavori iniziarono la prima settimana del mese di agosto 1932 e terminarono i primi giorni del novembre seguente; tuttavia si dovette attendere il successivo appalto per la gestione dei gabinetti prima di aprirli definitivamente al pubblico.


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Le latrine sotterranee di Piazza Duomo (1901-1902)

“Un sotterrano si vorrebbe scavare sotto la piazza del Duomo, con ingresso , mediante scalone, dal sottopassaggio Carlo Alberto; ed in questo sotterraneo dovrebbero trovar posto smaltitoi e latrine. In questi giorni si fece, a tale scopo, qualche studio sul luogo. Auguriamo che il progetto si attui, e che nel sotterraneo vengano sepolti gli smaltitoi-latrine che circondano, deturpano, offendono il Duomo, e con esso la decenza, l’estetica, l’occhio, l’olfatto. Quei monumenti vespasiani sono una vergogna che deve sparire”.

L’idea di collocare le “latrine ambulanti” in appositi ambienti sotterranei, nascondendole pertanto alla vista, è fatta risalire al progetto dell’arch. Winkler del 1882 ed attuata dieci anni più tardi a Londra grazie al sig. Smeaton, produttore di apparecchi sanitari.

Alle ore 21 del 30 luglio 1901 fu convocato, in sessione straordinaria, il Consiglio comunale per discutere, tra le altre cose, intorno al progetto per due chioschi in piazza Duomo che avrebbero ospitato gli uffici di controllo tramviario per la Edison e le scale di accesso ad un sotterraneo adibito alle latrine sotterranee:

“Il locale sotterraneo di un ampio corridoio di m. 26,60 di lunghezza di m. 2,40 di larghezza: a destra e a sinistra di detto corridoio si troveranno i locali destinati ai singoli servizi e precisamente gabinetto di decenza, smaltitoi, gabinetti di toeletta, posto telefonico pubblico, deposito piccoli bagagli, ecc.

Il locale verrà costruito in gettata di calcestruzzo con copertura in cemento armato, riceverà luce da vetriate attuate sul marciapiede

Il sotterrano sarà diviso trasversalmente in due parti: una resterà riservata alle signore, l’altra agli uomini.

Nel riparto uomini vi saranno cinque latrine ed un gabinetto da toilette, gli smaltito pubblici, il posto telefonico ed il locale del custode.

Delle cinque latrine, quattro saranno a pagamento e serviranno per il pubblico, la quinta sarà tenuta a disposizione del personale tramviario

Nel riparto signore vi saranno quattro latrine e due gabinetti da toilette, un locale per la custodia dei pacchi e pel deposito di quanto occorre pel servizio, ed un locale per la custode.

Fra il riparto uomini ed il riparto signore non si potrà comunicare che passando pei locali dei custodi.

I gabinetti di decenza di m. 1,50 per 1,15 saranno costruiti completamnte in marmo di Carrara e provveduti di latrine a sifone e di cassette di lavatura dei sistemi moderni più perfezionati” .

Nella seduta del Consiglio comunale del 30 luglio il progetto fu approvato con un solo voto contrario.

I lavori iniziarono nella notte del 20 agosto 1901, innalzando una staccionata – mai fotografata a mia conoscenza – nella zona interessata “verso il sottopassaggio” di via Orefici; si conclusero il 14 agosto 1902, quando il cantiere fu rimosso ed il sotterraneo fu inaugurato “informalmente” permettendo ai milanesi di visitare i gabinetti e le toelette.